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Vita
da Single intervista Alessandra Casella
Alessandra
Casella: "Il mio libro è stato scritto prima di Bridget
Jones! ".
L’italianissima Alessandra Casella dichiara il primato del
romanzo italiano simbolo della vita da single.
“Un
anno di Gloria” è stato il suo primo romanzo che
racconta le vicende ironico-sentimentali di un'eroina single di
nome Gloria, divisa tra il lavoro e il tempo libero che trascorre
con le amiche e l'assillo della dieta. Nel suo diario registra gli
eventi tragicomici della giornata lasciando ampio spazio alla vita
sentimentale e a uno stupendo cliente della sua agenzia sul quale
riesce a far colpo non solo sul piano professionale.
L'abbiamo incontrata alla Fiera del Libro di Torino: raggiante,
con interesse e partecipazione ci rivela alcune curiosità
sulla sua vita, il suo lavoro e sul suo primo romanzo.
Lei è impegnata davvero in moltissimi campi della comunicazione,
scrittrice, giornalista, attrice, qual è il segreto del suo
successo?
Alessandra Casella: la curiosità, io sono curiossissima!
Pensa, quando ero ragazzina e arrivavano i libri nuovi della scuola,
tutti erano tristi e dicevano “mamma chissà quanto
devo studiare”, io invece ero felice, ma felice perché
non vedevo l’ora di imparare quello che c’era dentro!
Poi a scuola facevo finta di non averli studiati perché altrimenti
mi dicevano che ero secchiona e mi facevano gli scherzi.
È così bello sapere, imparare il più possibile
e più impari, più hai voglia di imparare, io sono
proprio curiosa e mi piace dividere le cose che ho imparato e che
sto imparando con gli altri.
Purtroppo l’Italia è un paese in cui essere poliedrici,
se così vogliamo dire, è un dramma, cioè tu
devi saper fare una cosa e devi saper fare bene quella!
Ho fatto la comica, poi ho fatto l’attrice drammatica, poi
ho fatto la presentatrice, il critico letterario, scrivo libri,
scrivo sceneggiature, è difficile perché nessuno pensa
mai a te in prima battuta.
Se cercano un attrice non pensano a me, se cercano una giornalista
non pensano a me, se cercano uno scrittore non pensano a me…e
fa niente ci pensa io a me!
Ci sarà
mai un seguito di “Un
anno di Gloria”?
Alessandra Casella: dunque, io ho provato a scrivere un seguito,
ma non ci sono riuscita.
Non sono riuscita perché ho scritto “Un
anno di Gloria” prima di avere la mia bambina, poi ho
patito molto perché è stata una gravidanza abbastanza
brutta, la mia bambina stava per morire, per cui tutta quell’allegria
da single che c’era prima era un po’ persa.
Ho provato, ho iniziato a scrivere, ho scritto circa una trentina
di pagine poi ho smesso.
Però ho detto all’editrice: ci metterò un'altra
storia ed è quella che sto scrivendo adesso, con una lentezza
esasperante, perché se proprio devo dirla tutta questo è
il mio primo romanzo.
Mentre con Gloria mi sono divertita, l’ho scritto velocemente,
di getto, questo libro è molto più pensato, ha una
struttura di romanzo e non di diario ed è la storia di cinque
donne, quindi è più difficile, più impegnativo
e più soddisfacente.
Il mondo dei libri la appassiona da sempre: ha condotto un programma
televisivo a loro dedicato, li recensisce in qualità di giornalista
e ne ha parlato per radio, come nasce la scelta di esordire come
scrittrice con un libro sui single? Quanto c’è di lei
nel personaggio di Gloria?
Alessandra Casella: Oh si, il mondo dei libri mi ha salvato la vita!
Per quanto riguarda Gloria moltissimo, moltissimo!
L’unica cosa che Gloria non aveva e io invece ho è
l’ambizione, chiamiamola così.
Lei era contenta di come era, di ciò che era, anche se magari
non del suo fisico, l’ambizione le nasce solo quando incontra
qualcuno che è al di fuori della sua portata.
Lei stava benissimo, faceva la segretaria e a le andava benissimo
così, era una persona che stava bene con se stessa, salvo
doversi confrontare poi con il resto del mondo a cui lei non andava
bene perché era troppo grassa.
In realtà, per il troppo grassa è esattamente come
me, tutta la vita che lotto con i chili, mi sentivo grassa anche
quando ero magrissima, per cui adesso guardo le foto di quando ero
ragazza e dico: “ma cavolo” ero magra ed ero pure carina!
Io mi sono sempre sentita un “cessone “ tremendo, quando
avevo una quarantadue scarsa.
Quindi, davvero quello che pensiamo di noi rovina e inficia la nostra
vita.
Io ho sempre pensato di dover supplire alle carenza fisiche, in
un’epoca dell’immagine, con la personalità, l’allegria,
l’entusiasmo, quando poi mi sono resa conto che tutta la mia
ansia era sbagliata perché infondo non ero malissimo.
Per cui adesso sto cercando di capire, con tanta fatica, come si
fa a imparare a star bene con se stessi. I libri erano per me, quando
ero ragazzina, un modo per sfuggire alla realtà.
I miei genitori avevano anche un matrimonio molto, molto brutto
che è finito quando ero piccolina, loro sono due persone
fantastiche, ma insieme era una mistura mortale.
Quindi per me la vita era nei libri, io leggevo qualsiasi cosa e
credo di non essere mai uscita di casa senza un libro sottomano,
quando è capitato perché pensavo di fare tre passi
e di non dover leggere mai un libro, ero senza la mia “coperta
di Linus” e mi andavo a comprare qualsiasi rivista, poi entravo
nelle librerie e uscivo con le borse e quindi per me il libro è
sempre stato qualcosa che mi ha salvato la vita, ecco la mia seconda
vita è nei libri.
La sigletudine è una scelta o un imposizione della vita?
Alessandra Casella: Molto più spesso è un’imposizione,
quando è una scelta di vita è una scelta che va benissimo,
assolutamente lungi da me criticarla.
Però di fatto noi donne quando nasciamo siamo delle cenerentole
che aspettano il principe azzurro, così ci viene insegnato
sin da piccole.
Curiosamente noi bambine nasciamo molto più intelligenti,
in gamba, più comunicative e più potenti dei maschietti
che ci mettono molto di più ad arrivare a qual livello. Poi
le cose si ribaltano, cioè a un certo punto tutta la nostra
intelligenza, tutta la nostra bravura viene un po’ schiacciata
da quello che succede nel mondo, per cui c’è ancora
un po’ l’idea che senza l’uomo la tua vita è
un po’ persa, senza i figli la tua vita è un po’
persa … è vero che un uomo che ami e una donna che
ami e che i figli rendono la vita meravigliosa, però si può
vivere anche senza!
Secondo me purtroppo la singletudine è più un’imposizione,
ti ritrovi single, e le vere sigle sono quelle che cominciano ad
avere trentacinque anni, perché se sei single a ventisette,
ventotto, hai comunque ancora tutta la tua vita da poter prendere
in mano, mentre verso i trentacinque hai anche un orologio biologico
che ticchetta.
Infatti, avevano opzionato “Un
anno di Gloria” per farne un film, volevano come protagonista
un attrice bella, brava, ma molto giovane.
Io non ho voluto, mi avrebbero riempito di soldi, ma ho detto: No.
Perché la mia protagonista non doveva essere né bella
né giovane, cioè se tu togli l’età è
una ragazza che momentaneamente non ha compagno, invece per le donne
c’è questo dramma dell’orologio biologico che
a un certo punta ticchetta davvero e senti il bisogno di un figlio.
Se non hai neanche la materia prima di un fidanzamento o comunque
di una persona che sta con te, quella di un figlio diventa una cosa
lontanissima, quindi credo che la singletudine sia molto legata
alla maternità, tanto più che per noi la maternità
è un completamento.
E posso dire: lo è davvero! Io l’ho scoperto, l’ho
scoperto avendo una figlia che c’era un vuoto dentro di me,
che non sapevo neanche di avere, che è stato colmato dalla
nascita di un figlio. Noi siamo nate per far figli, chi sceglie
di non farli ha ragione, cioè va benissimo tutto, però
effettivamente capisco perché a un certo punto l’orologio
biologico ticchetta e lì esser single diventa pesante.
Le donne single sono guardate ancora con sospetto oppure è
una condizione di cui essere orgogliose?
Alessandra Casella: il dramma è che forse ci si sente delle
zitelle, più di quanto non lo siamo realmente considerate
dagli altri, è sempre lo stesso discorso, noi abbiamo una
vita interiore e un immagine interiore di noi, che spesso e volentieri
è tremenda, ed è difficile trovare una donna che si
pensa meglio di quella che è, magari cechi di apparire meglio
di come sei, ma raramente credi di esserlo.
Spesso le donne, le più belle, le più fantastiche,
arrivate, hanno un senso di se disastroso quando si parla del privato,
dell’amore.
Poi non entriamo neanche nel discorso di come le donne abbiano una
difficoltà oggettiva nel lavoro, per cui devono lavorare
il triplo degli uomini per ottenere le stesse paghe o per ottenere
gli stessi posti, e poi a un certo punto arrivano i figli e tu non
puoi garantire la stessa presenza che garantivi prima, quindi c’
è un lungo discorso che non è risolto in Italia, ma
non è risolto neanche in Svezia dove ti danno tre anni di
maternità, tre perché sono gli anni più formativi
per un bambino e quindi probabilmente in questo modo si avranno
dei cittadini svedesi migliori.
Le madri però in questi tre anni possono tornate al lavoro
e devono tenersi in contatto con il mondo del lavoro, noi invece...
non ti assumono neanche se sei giovane e fidanzata perché
poi ti sposerai e avrai dei figli, terribile!
Teniamo conto che in Italia le donne si laureano molto meglio degli
uomini, ci sono più laureate donne che uomini, e con tesi
migliori, però poi chi lavora sono solo gli uomini.
Allora io non voglio fare la femminista, anche se si dovrebbe ancora
parlare della condizione femminile che è tutt’altro
che risolta.
Ogni tanto si sente dire da delle ragazzine “io odio le femministe”,
certo, magari i metodi non erano i più ortodossi, ma hanno
fatto per noi donne di adesso più di quanto secoli di generazioni
femminili hanno fatto e dovremmo baciare dove camminano per quello
che hanno fatto!
Sorge spontaneo il confronto tra Gloria e l’eroina inglese
Bridget Jones quale legame esiste?
Alessandra Casella: IO L’HO SCRITTO PRIMA DI BRIDGET JONES!!!
E questa è una cosa pazzesca. “Un
anno di Gloria” l’ho scritto prima perché
non doveva essere un romanzo, ma un’agenda.
Avevano chiamato dei personaggi comici che sapessero scrivere per
una serie di agende da tavolo dove da una parte ci fosse lo spazio
del giorno e dall’altra una frase brillante al giorno, io
avrei dovuto trovare 365 frasi brillanti sui single, non me ne veniva
una! Allora mi sono detta, l’unico modo che ho è contestualizzare
perché non sono una comica pura, sono una persona che può
essere brillante in ogni situazione, ma non una comica pura.
Allora ho iniziato a scrivere Gloria. Alla fine l’agenda non
fu più fatta, ho le date in cui me lo hanno commissionato
e quindi so quello che dico, mi pagarono, ma non pubblicarono mai
niente e io ripresi i diritti pagando, ed è rimasto poi nel
cassetto.
Anni dopo, uscito Bridget Jones, l’ho letto e mi sono detta
…. ma questa è Gloria!
Quella ha fatto i miliardi ed il mio è nel cassetto, c’ero
rimasta anche un po’ male!
Lei certamente non può avere copiato perché il mio
era nel cassetto, ma sicuramente non ho copiato io da lei. E ti
dirò di più, quando l’ho pubblicato e poi sono
andata a vedere il film, c’era un a scena che era uguale a
quella che avevo scritto nel mio libro e che se fossi stata un po’
più intelligente e avessi riletto il diario di Bridget Jones,
mi sarei accorta che c’era una scena, quella dell’incontro
di lui con gli amici di lei che era praticamente identica, e non
ci mettevo niente a cambiarla!!!
Per me Gloria è una cosa talmente diversa, inoltre è
stata scritta prima. Non ho approfittato di un filone, ma lo ho
cavalcato anche perché solo allora mi hanno pubblicato.
Ritiene che gli uomini abbiano qualche pregiudizio su questo
tipo di letteratura, così prettamente femminile?
Alessandra Casella: secondo me non la leggono proprio! Credo che
se gli uomini leggessero uno di questi libri capirebbero molto di
più le donne.
Quando dicono: “ma come pensi”, “ma come ragioni”…
leggete un di questi libri e poi capirete il perché.
In ultimo, ci consiglia un bel libro per i single di www.vitadasingle.net?
Alessandra Casella: dunque, mi viene in mente tutta Jane
Austen principalmente la Elizabeth di “Orgoglio
e Pregiudizio” è una grande, ed è
una che rischia di rimanere single per sempre pur di non svendersi
e proprio per questa viene amata.
Forse il libro da single, per capire che sì l’orgoglio
di se è una cosa, però bisogna anche stare un pochino
attenti è “Orgoglio
e Pregiudizio”
Grande Elizabeth! Uno dei più grandi personaggi della storia.
Sicuramente adesso che chiuderemo l’intervista me ne vengono
in mente altri 56…me li segnerò tutti e ve li dirò
la prossima volta!
Alessandra
è una brillante giornalista, una scrittrice, un’attrice
e una comica, ma soprattutto è una lettrice appassionata
e “onnivora”. Ci è sembrata davvero una persona
interessante e molto piacevole.
VERSILIA:
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