Intervista a Alessandra Arachi

Intervista

Intervista a Alessandra Arachi

Alessandra Arachi, classe '64, si è fatta strada nel Corriere della sera e ha pubblicato diversi libri, uno di questi è diventato un film.
Ora ci offre il suo primo romanzo, "E se incontrassi un uomo perbene?" ricco di una ironica dolce cattiveria che ci ha incuriosito.

Alessandra Arachi intervistata sul tema single:

Come è nato "E se incontrassi un uomo perbene"?
Alessandra Arachi: La verità? E' un'idea che mi è venuta mentre facevo un idromassaggio e meditavo sulla mia ultima storia che si stava miseramente concludendo. Un'illuminazione, davvero. Ho immaginato di mettere un annuncio su un giornale di provincia, un escamotage per far vivere nelle pagine del libro tutta la collezione di uomini che mi era capitato di incontrare o di sentire raccontare dalle mie tante amiche. Poi il racconto mi ha preso la mano e sono andata a cercare anche nuove esperienze nelle chat e nei villaggi vacanze.

La protagonista del libro è una single che nonostante le tante delusioni non perde la speranza e anzi decide di studiare gli uomini per capirli... le donne sono davvero disposte a tutto pur di non rimanere single?
Alessandra Arachi: Le donne hanno un compito fondamentale nella vita: la procreazione. Ovvero la prosecuzione della specie. Per questo sono infinitamente più tenaci rispetto agli uomini nella ricerca e nella costruzione di una vita di coppia. Sono anche molto più tolleranti. Ma non credo che per questo si possa dire che siano disposte a tutto. O, perlomeno: non sono disposte ad accettare tutto. Infatti: "meglio sole che male accompagnate" è un ritornello che ho sentito ripetere spesso, in giro. Tania, la protagonista del libro, decide di mettere in piedi un'inchiesta molto approfondita per cercare di capire qualcosa, non per cercare un uomo. Non in maniera diretta, perlomeno.

Quanto bisogno abbiamo di appartenere a qualcuno?
Alessandra Arachi: Forse più di appartenere a qualcuno direi che il bisogno è quello di appartenersi, l'un l'altra. Ed è un bisogno primario, credo. Ho conosciuto ben pochi single, uomini o donne, che fossero davvero felici di vivere da soli. Si può stare da soli per scelta, ma soltanto per una scelta in qualche modo temporanea. Ad esempio perché stiamo cercando un patner che ci assomigli sul serio e non siamo disposti ad accontentarci. Sarei contenta di essere smentita.

In cosa si differenziano una donna single ed una in coppia?
Alessandra Arachi: Al supermercato il carrello di una donna single è pieno di patatine, birre, bottiglie di vino. Dal parrucchiere una donna "accoppiata" sfoglia riviste o semplicemente chiacchiera con chi le sta lavando o tagliando i capelli, mentre una donna "single" tormenta il telefonino per tutto il tempo. E in generale una donna single tormenta spesso il telefonino in molti momenti della gioranta (anche in macchina), alla ricerca dell'sms o della telefonata che le può cambiare la vita.

CONTINUA SOTTO...
Quando Alessandra è impegnata che cosa le manca di più della sua vita da single?
Alessandra Arachi: In assoluto, credo, l'impossibilità di poter decidere di salire sul primo aereo così, da un momento all'altro. Non è che quando sono single tutti i giorni mi capita di andare all'aeroporto per partire per le Bahamas. Ma è la libertà di poterlo fare che mi affascina. Credo rappresenti il concetto estremo di libertà. 
La verità, comunque, è un po' più complessa. Perché quando sono single mi manca praticamente tutto della mia vita da single. Ma vale anche l'esatto contrario: quando sono single mi manca tutto della vita di coppia.

Cosa consiglieresti a chi è ancora alla ricerca della sua metà?
Alessandra Arachi: Il primo consiglio è il consiglio più semplice, ma soltanto in apparenza: non si deve aver paura di rimanere da sole. Perché molte volte ci si mette alla ricerca dell'altra metà proprio con questa paura, ma non si ha il coraggio di confessarselo. E allora ci si adatta ad una persona, credendo sia quella giusta. Il meccanismo è quello classico: si proietta sull'altra persona tutto quello che si vorrebbe trovare pur di poter trovare delle affinità. Tania, la protagonista del romanzo, è una maestra in quest'arte. Ma quando spariscono le proiezioni arrivano gli insuccessi, le delusioni. Bisogna stare bene con se stessi per star bene con l'altro.

Dicono che un uomo solo affascina, una donna sola fa paura. Sei d'accordo?
Alessandra Arachi: No, accidenti. Non è possibile ragionare ancora in questa maniera. Da molto tempo, ormai, le cose sono cambiate. Da tempo ormai lo status di single è socialmente accettato, a tutti i livelli. E una donna oggi può andare pure a mangiare da sola al ristorante senza venire nemmeno notata. Anche se questo, forse, può valere soltanto per le grandi città e non per paesi piccoli di provincia dove credo che ancora oggi la differenza tra un uomo solo e una donna sola si può certamente far sentire.

Un'ultima domanda: qual è l'uomo per bene?
Alessandra Arachi: Mettiamola così: quando lo incontro ve lo faccio sapere!
Share by: